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Social Media Corner di Luca Conti

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Nell’era della rete si diffonde la eDiplomacy

Ripropongo a seguire l'articolo pubblicato ieri da Nova sull'Office of eDiplomacy e le piattaforme del web sociale che il Dipartimento di Stato sta utilizzando per rafforzare la propria politica estera.

I tragici eventi dell'11 Settembre 2001 hanno costituito,
indirettamente, un punto di svolta per l'adozione di strumenti
collaborativi all'interno dell'amministrazione pubblica americana.
Proprio a causa delle lacune evidenziate dall'inchiesta ufficiale,
quale ad esempio un limitato scambio di informazioni tra agenzie
governative che non ha permesso di intercettare i terroristi in tempo
utile, il Governo USA ha promosso l'adozione di piattaforme web con le
quali risolvere le questioni relative alla conoscenza condivisa e alle
comunicazioni tr
a diversi enti.

Oggi l'Office of eDiplomacy - diretto da Richard Boly e dotato di un
team di 25 persone e un bilancio inferiore a 2 milioni di euro l'anno
– costituisce il braccio tecnologico del Dipartimento di Stato e ne
coordina le attività, fluidificando il flusso di informazioni da e
verso le ambasciate e le altre sedi diplomatiche. Per svolgere questo
compito con efficienza e collaborazione da parte di tutti – personale
diplomatico, consulenti, dipendenti del Dipartimento, ecc. – sono
stati avviati progetti interni volti a raccogliere informazioni e
comunicazioni di carattere diplomatico.
Diplopedia è stato il primo a partire, tre anni fa. Un wiki, come
Wikipedia, in cui oltre 3000 soggetti hanno creato e gestiscono 10.400
documenti. Tra questi si trovano profili per ogni paese del mondo,
insieme a pagine create in situazioni di emergenza, come il terremoto
di Haiti, per coordinare gli aiuti tra le diverse agenzie.
Analogamente un altro wiki, Deskipedia, è aggiornato dai dipendenti
per aiutare i neoassunti a districarsi nella burocrazia quotidiana del
Dipartimento.

Il personale diplomatico, in missione per il mondo, gode inoltre di
una piattaforma di blog per condividere e raccontare esperienze utili
a chi, da Washington, tesse la trama della politica estera.
Communities@State comprende decine di blog, i più longevi attivi da
cinque anni, con i quali si discute, in maniera condivisa, di quale
sia il clima economico in Giappone o la migliore strategia per la
comunicazione della missione in Afghanistan, aggregando i contributi e
le opinioni delle migliori menti del Dipartimento di Stato, ovunque
queste si siano localizzate.
Consapevoli inoltre che, per quanto competente e attivo, il personale
diplomatico non sia comunque sufficiente a gestire l'insieme della
comunicazione sul web sociale, un nuovo programma, inaugurato da
Hillary Clinton, ha pensato di risolvere la questione coinvolgendo gli
studenti universitari.

L'obiettivo del Virtual Student Foreign Service è infatti di offrire
stage nelle ambasciate, per coordinarne le attività di comunicazione
sul web, o altre opportunità formative per l'organizzazione di
informazioni digitali o per rispondere alle domande degli utenti.
Grazie anche a questo programma sono decine oggi le ambasciate USA
attive su Facebook e su Twitter, con un profilo usato per diffondere
comunicazioni locali o informazioni sulla politica esterna
internazionale del paese.

La prossima frontiera? Statebook, un Facebook privato per raccogliere
le identità digitali dei dipendenti non ancora attivi su altre
piattaforme del web sociale, oggi in sperimentazione con 400 profili
attivi.

Office of eDiplomacy http://www.state.gov/m/irm/ediplomacy/