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Social Media Corner di Luca Conti

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Keynote da Web 2.0 Expo New York – Day 2

Tra pochi minuti avrà inizio la seconda sessione di keynote da Web 2.0 Expo di New York. Oggi finalmente il padrone di casa, Tim O’Reilly, interverrà con un suo discorso, seguito da Clay Shirky, autore di Here comes everybody, libeo di grande successo su social media e Web 2.0. A sorpresa è stato comunicato ieri un intervento di Google per la presentazione di Chrome, il nuovo browser.

9.04 Si comincia con un video

9.10 Arriva sul palco O’Reilly, un po’ assonnato, con una battuta per cui è un po’ presto per gli sviluppatori.

9.12 Web meets World è il titolo della presentazione. A prima vista sembra la stessa, o l’evoluzione, della stessa presentazione fatta a Berlino nell’edizione europea dell’evento di ottobre 2007.

9.13 Si parla di sensori che comunicano direttamente i propri dati sulla rete. La lavatrice che trasmette il suo stato su Twitter, i dati satellitari sugli urugani accessibili direttamente, il progetto della rivista Make della pianta con sensore che comunica su Twitter quando ha bisogno di acqua. Accenno al progetto Photosynth di Microsoft citato su O’Reilly Radar il 20 agosto scorso. Social network al telefono con Whrrl qui a New York.

9.18 O’Reilly invita ad approfondire il tema dell’Enterprise 2.0.

9.20 L’umanità sta attraversando un periodo difficile, ma il web sembra non essere molto attento (mostra una applicazione Facebook per mandare una  pecora ad un amico). Altre slide su prime pagine di giornali con notizie negative sul corso dell’economia. Grafico sull’estrazione del petrolio stimata negli anni ’80 e quella reale, molto più bassa.

9.24 La strategia da adottare in questo scenario dificile è: (1) lavorare su cose che ci piacciano e che contano, creando più valore di quello che raccogliamo. A differenza delle finanziarie crollate a Wall Street in questo periodo. O’Reilly cita la scommessa di Pascal sul credere o meno in Dio. La nuova scommessa di Pascal al giorno d’oggi è cosa fare assumendo che lo scenario in cui ci troviamo è in rapido declino. Non è meglio fare qualcosa che aspettare il peggio?

9.27 Un primo esempio in questo senso viene dal riscaldamento globale. La scommessa di Pascal, sull’agire o meno, in caso che i ambiamenti climatici succedano o meno, genera una matrice con quatro scenari.

9.32 O’Reilly illustra progetti web da tutto il mondo che aiutano ad affrontare problemi sociali, con un approccio no profit, aggiungengo poi che grandi sfide significano grandi opportunità, per il business.

9.38 Passando dalla visione di Microsoft di un computer in ogni casa e quella di Google di organizzare le informazioni del mondo, O’Reilly si chiede "Pensate che abbiamo già finito qui?" rispetto alle tante opportunità che il web sta apportando e può apportare al nostro vivere quotidiano.

9.40 Realizzare un mondo migliore con il potere del web. Questa è la sfida che dobbiamo raccogliere. Appello finale a favore del voto e del voto a Barack Obama.

9.43 Si prosegue con messaggi di servizi, ringraziamento per Microsoft per il party di ieri. Brady Forrest sta sul palco con una improbabile camicia verde e cravatta rossa. L’intervento degli sviluppatori di Google Chrome è annunciato nel pomeriggio. Sale Clay Shirky.

9.47 Si affronta il problema dell’information overalod, con previsione di IDC di informazioni digitali create da 200 esabyte nel 2006 a 1600 nel 2011. Il problema nasce con la stampa a caratteri mobili, con cui si avvia la produzione di libri, lasciando all’editore il compito di selezionare i contenuti da pubblicare, per filtrare la qualità.

9.49 Con Internet la produzione di contenuti è scesa a livelli minimi e la questione del "filtro per la qualità" non esiste più. Tutti abbiamo a che fare con l’information overload

9.51 I filtri per l’informazione non sono ancora sufficientemente evoluti e richiedono un affinamento continuo. Questi poi non risolvono la questione della produzione in continuo aumento.

9.54 Shirky racconta un aneddoto di una amica che aggiorna Facebook cambiando lo stato da fidanzata a single, dopo aver rotto con il suo ragazzo, senza rendersi conto che il messaggio arriva così in tempo reale a tutti i suoi contatti, provocando una reazione a catena. Facebook non può essere ritenuto responsabile perché ha una delle migliori policy per la privacy che esistano online. Il problema sta nel fatto che non siamo abituati a gestire queste questioni di privacy con naturalezza.

9.59 Come definire i filtri è un tema legato alla protezione della privacy.

10.00 Atro aneddoto su ragazzo al college che crea un gruppo di studio su Facebook. Per questo viene denunciato per aver aver messo in piedi un sistema per copiare i compiti, senza considerare che tutto è avvenuto alla luce del sole, senza alcun intento negativo. The Dungeons è il nome del gruppo. La storia è rappresentativa di come il mondo online, Facebook, entra in conflitto con l’ordine costituito, le regole del mondo accademico. Non c’è una soluzione facile a questo problema.

10.06 Se hai un problema da lungo tempo, non è un problema ma è un dato di fatto. L’information overload è un dato di fatto. Ideare nuovi filtri non significa aggiornare i vecchi filtri, ma crearne di nuovi. Cominciare a porsi il problema dei filtri, è un primo passo per affrontare la questione dell’information overload.

10.08 Keynote terminato. Atri contributi in giornata sulle sessioni odierne, fino al termine del programma previsto alle ore 18.