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Social Media Corner di Luca Conti

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Keynote da Web 2.0 Expo New York

Il keynote di apertura dell’edizione 2008 di Web 2.0 Expo New York sta per cominciare. Lo seguirò in diretta con un live blogging, almeno per le battute principali. Seguiranno altri post sulla prima giornata dell’evento subito dopo il keynote, giusto il tempo di scrivere.

14.47 Si spengono le luci e parte un video con personaggi in plastilina che lancia i due moderatori dell’evento Brad e Jen.

14.49 Jen accenna al crollo della borsa, aggiungendo comunque che New York rimane un ottimo posto per fare business sul web. Brad ringrazia gli sponsor… segue Tim O’Reilly, non ancora sul palco. Qualche altro annuncio di servizio e riferimenti al backchannel che merita un post a parte (social network dedicato, canali su Twitter e altri spazi legati al network per feedback e commenti in tempo reale durante le sessioni… se ci fosse la corrente nelle sale!)

14.54 #w2e_key è il tag da usare  su Twitter per commentare il keynote in tempo reale e vederlo tracciato dal sistema insieme agli altri contributi.

14.55 alle 11,30 di domani ci sarà un keynote speciale con gli sviluppatori di… Goggle Chrome. Sale sul palco Fred Wilson invece di O’Reilly. L’intervento è sulla storia di New York legata al Web 2.0.

14.57 L’intervento è sulla storia di Internet vista da New York dal 1995 al 2008, dalla nascita all’ascesa. Nel ’95 c’erano 30 società finanziate a NY contro 230 sulla costa West. Oggi 116 contro 360.

15.00 La presentazione può dire poco ad un pubblico europeo, come ci si poteva immaginare. Scorre un video d’archivio sulla presentazione di Jupiter, l’azenda che fa ricerca. Nel 1991 Nasce ZDNet. Nel 1993 comincia l’era di Internet con le prime aziende che seguono. Nel 1993 arriva Prodigy, primo provider ad offrire Internet in dialup. Nel 1994 nascono alte startup e arriva Pathfinder, il portale di contenuti Time Warner. Nel 1995 arriva il New York Times online.

15.07 Presentazione un po’ noiosa, con una elencazione, anno dopo anno, di altre startup.

15.10 Nel 1997 arriva la prima crisi con qualche fallimento. Doubeclick nel 1997 si quota a Wall Street, prima OPV Internet della storia. Nel 1998 esce Burn Rate. Kozmo.com nasce nel 1998, per fallire solo qualche anno pià tardi. Il 1998 è l’ultimo anno in cui su Internet si ragiona poi comincia il declino con la bolla che comincia a gonfiarsi rapidamente in maniera pazzesca.

15,16 "We live in public" viene mostrato un documento che mostra un progetto di esposizione live video della vita quotidiana di alcune persone. Altro video con Jason Calacanis intervistato sul fare soldi in fretta con Internet. Google arriva a New York nel 2000. Nel 2001 arrivano i fallimenti e tutto rotola nel 2002.

15.17 Nel 2003 arriva la rinascita. Nasce Gawker e il network di blog di Nick Denton. Arriva il termine Web 2.0 da O’Reilly. Arriva anche del.icio.us. Nel 2004 è il momento di Meetup.Nel 2005 About.com viene comprata dal New York Times, con grande succeso. Stesso anno Yahoo! compra del.icio.us. Nel 2006 Google fa un grosso investimento immobiliare e assume molti ingegneri.

15.20 Arriviamo al 2007 con tumblr, 75 società finanziate da venture per un primo round. Siamo nel 2008 ed eccomi qua. Si cambia presentazione.

15.22 Arriva Deborah Schultz. L’intervento è sul tema The death of Grand Gesture.

15.29 Noiosa e pomposa presentazione in cui si salta dalla sfera personale a quella degli affetti, con immagini ad effetto, ma poco legate tra loro. Si tira fuori anche un video da YotuTube sulla quinta di Beethoven "Arguments Beethoven 5th". Filmato di due che litigano, senza audio, solo con la quinta.

15.33 Technology changes, people don’t: con questa massima si cambia presentazione.

15.33 Arriva Jason Fried di 37Signals. Apre dicendo che gli sviluppatori sono fortunati perché possono creare senza preoccupazioni, riferito ad altri mestieri in cui si devono fronteggiare vari limiti dovuti, per esempio, alla fisica. Ciò non toglie che ci siano altri problemi da affrontare. Un oggetto è facilmente identificabile alla vista e al tatto (esempio bottiglia d’acqua e telefonino). Con il software è diverso perché non ha forma, peso, massa, ecc. Il software continua ad espandersi.

15.37 Come sarebbe un software se fosse un oggetto. Mostra alcuni esempi di oggetti paragonati ad un cattivo software. Il primo è una automobile miscuglio di varie caratteristiche.

15.43 Curioso come Jason Fried parli a manetta, camminando avanti e indietro sul palco, dando ogni tanto uno sguardo al pubblico, come se raccontasse la favolessa a memoria. Racconta che da BaseCamp 37Signals decise di fare qualcosa di ancora migliore, cercando di tenere il tutto più semplice possibile.

15.46 Un software dovrebbe essere una selezione curata di risposte ad esigenze.

15.48 Alla domanda di come ridisegnerebbe Office, Fried risponde che Office va bene così come è oggi. Il problema è che dovrebbe essere più rivolto alla colaborazione che non focalizzato sui singoli prodotti. Intervento terminato e ora si passa a Maria Thomas di Etsy.

15.51 Ciò che ha imparato, è stato merito dei nonni. La parola chiave è Filotimo, che non ha traduzione con una parola in inglese. Etsy genererà 100 milioni di vendite quest’anno (vende solo cose fatte a mano). Prima di Etsy Maria Thomas ha lanciato la versione digitale di NPR, la radio pubblica americana.

15.59 Invece di parlare della sua azienda attuale, parla di come ha sviluppato NPR. Ad Etsy è arrivata solo 4 mesi fa. Un marketplace molto personale e sociale. Visitare Etsy può essere addicted )a vedere alcuni oggetti che scorrono sullo schermo, è vero!). Etsy è attenta alla responsabilità sociale (presentazione gestita male, letta in gran parte, senza alcun senso della scena).

16.02 Gary Vaynerchuk parla di personal branding. Passion and Patience. Si rivolge al pubblico dicendo che in sala ci sono troppe persone che fanno cose che odiano ed è ora che smettano. Il suo podcast è winelibrary.tv. Intervento molto provocatorio: se ti piace fare qualcosa, fallo fino in fondo e lo monetizzerai. (fa molto american dream).

16.06 E’ più una performance che una presentazione. Battute, parolacce, aneddoti di vita vissuta.

16.09 Per avere successo nel personal branding è indispensabile credere in sé stessi. Ha rifiutato vari scambi azionari perché vuole mantenere il controllo dei propri contenuti. 18 ore di lavoro al giorno, 72 voli dall’inizio dell’anno, tonnellate di email risposte ogni giorno. Se non si ama il proprio lavoro on si può avere successo. Strategico è usare gli strumenti. Quale usare? Tutti! Devi cercare di connetterti col tuo pubblico dovunque si trovi.

16.17 "Stop watching fuck Lost" per affermare come, in definitiva, se vogliamo fare qualcosa il tempo lo possiamo trovare, ma lo dobbiamo volere veramente.

Il keynote termina qui per oggi e riprende domani mattina alle 10, le 16 in Italia.