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Social Media Corner di Luca Conti

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Immaturità dei media italiani /2 – La competenza tecnologica del Tg La7

La competenza dei giornalisti italiani in fatto di tecnologia e Internet sembra non crescere con la popolarità e la diffusione di questi strumenti su un pubblico sempre più vasto. Ultimo caso, emblematico, è quello del servizio dedicato dal Tg La7 al black out che ha colpito Skype negli ultimi giorni.

In 45 secondi, durata del servizio, il giornalista ha dimostrato di parlare di argomenti a lui oscuri. Ciò si deduce da vari elementi. Tre, in particolare, sono quelli che saltano all’occhio.

  1. Il blocco di Skype non è durato 12 ore. Al momento della redazione del servizio Skype non era ancora pienamente funzionante, come si deduce anche dal blog ufficiale di Skype.
  2. eBay, casa madre di Skype, non si scrive "E-bay". Ciò significa che il redattore non ha mai navigato sul sito di eBay, dove il nome è scritto in maniera corretta.
  3. Emiliano Maini attribuisce al "Times" il fatto che Skype abbia 220 milioni di utenti. Questo è un dato ufficiale della società, reperibile sul sito Internet, dalla fonte diretta.

In definitiva Emiliano Maini, per costruire il suo servizio, si è basato soltanto su fonti indirette, il Times e probabilmente alcune agenzie di stampa. Non ha compiuto alcuna ricerca, né sul sito di Skype, né sul sito di eBay, né nella blogosfera italiana ed internazionale, dove gli elementi fattuali sono stati riportati in maniera corretta ed approfondita ancor prima che dai media italiani.

VEDI: Il video del Tg La7 sul blocco di Skype.

Commenti

questo tizio , non ha praticamente detto nulla ... :-)
Hai fatto bene a fare queste precisazioni,doverose direi anche se possono sembrare delle sottigliezze.
Non so come sia il livello dell'informazione negli altri paesi.. da noi spesso si ha il sospetto che chi fa un servizio non sappia minimamente di cosa sta parlando. A volte più che un sospetto è una certezza...
Luca, forse in questo caso esageri.
C'è di meglio... oggi al GR3 di RadioRai (cito a memoria, ma la sostanza è questa): "per chi non lo conoscesse, Skype è un servizio per parlare via telefono, ma al computer".
Credo che il problema da te descritto vada diviso in due sotto temi. 1. Il primo ha a che fare con la costruzione delle notizie a partire da dati di secondo livello e senza necessità (per tempi di produzione, per carico di lavoro, per atteggiamento professionale...) di approfondimento. Questo ha a che fare con una delle tante modalità di "fare" giornalismo che molto spesso utilizza la stessa carta stampata come fonte documentaristica (esemplare il caso della citazione del "Times" per definire il numero utenti. O vogliamo parlare anche del nuovo atteggiamento di Repubblica a proposito di SecondLife dopo l'articolo su Wired ripreso dalle principali testate americane?). 2. Il secondo livello ha a che fare con una pratica del giornalismo che è stata costruita sul modello delle comunicazioni di massa e che sta tentando di ridefinirsi nell'epoca delle Reti. Il "giornalismo diffuso" dimostra come oggi ci siano livelli di competenza non più proprietaria e possibilità di accesso non solo alle informazioni ma anche alle fonti che fa si che crescerà il livello di critica e di attenzione alla dimensione informativa. L'area dei new media in particolare sconta il fatto che sul lato "audience" troviamo sempre più spesso lettori/spettatori più competenti di chi scrive il pezzo. Sui nuovi rapporti scrittura/lettura escrittore/lettore produzione/consumo ecc. forse le scuole di giornalismo e le redazioni dovrebbero cominciare a riflettere seriemente.
Il tema della competenza é un nodo centrale del giornalismo italiano. D'accordo, in questo blog si parla di tecnologia e nuovi media e non é il caso di deragliare su altre questioni, ma il problema é di fondo: quanti giornalisti parlano o scrivono di argomenti a loro oscuri? Finché l'argomento é Skype il danno é limitato, i guai arrivano quando i temi sono altri (dalla medicina alle relazioni internazionali) e bisogna davvero fare uno sforzo per capire cosa c'é oltre una notizia d'agenzia. Il problema é, in parte, anche a monte delle scuole di giornalismo e delle redazioni (e del sistema di accesso alla professione), che non possono partorire dei geni dal nulla...
Vedo in questa notizia del blog davvero una forzatura, in particolare: 3. Emiliano Maini non attribuisce al Times il fatto che Skype abbia 220 milioni di utenti, ma piuttosto riferisce che secondo il Times sono stati 220 i milioni di persone "rimaste a piedi" per il blocco di Skype (ai posteri l'ardua... differenza!). Inoltre trovo forzato anche accostare la citazione del GR3 all'incompetenza dei media. Non si può sperare che nel lasso di tempo di una breve notizia venga divulgata la conoscenza dei particolari di ogni mezzo tecnologico. In sostanza, anche io mi rivolgo a mio padre in termini semplicistici, dal momento che il massimo della sua espressione tecnologica è scrivere in Word. Perciò ecco che per lui Skype è un modo per parlare al telefono dal computer, quando sarà davvero interessato alla cosa forse andremo più a fondo, anche con la terminologia... Un'espressione inglese per questa blog-entry: overreacted. Saluti, Federico.
Ciao Luca, alcune osservazioni. Il tema delle fonti è importante ma forse questa volta la notizia l'hai voluta un po' trovare per forza. A mio avviso è già un dato di rilievo il fatto che di skype si sia parlato in tv. Qualche anno fa non sarebbe successo perché internet non esisteva. Aggiungo inoltre che la necessaria superficialità con cui vengono trattate le notizie sia connaturata in parte al mezzo - sono troppo pochi i secondi per poter scendere nei dettagli - e in parte alle necessità di farsi comprendere da una platea eterogenea non necessariamente - anzi, decisamente non - geek. Detto questo, il tema secondo me è un altro : i media mainstream si rivolgono ormai puntualmente alla rete per le proprie notizie.
io ritengo che nell'accozzaglia d'informazione spazzatura tu sia riuscito a pescare l'unico servizio dove le informazioni ci sono, sono giuste, la sintesi è estrema ma il pezzo è di 45 secondi e questo non può non far parte del commento. Nelle immagini del servizio compare la schermata di Skipe quindi la tua congettura che l'autore non lo abbia mai nemmeno aperto è infondata. Il riferimento alla corretta digitazione di ebay mi pare faccia pensare che tu non abbia mai avuto a che fare con correttori di bozze. infine il commento sul times a mio avviso l0 hai male interpretato, rileggi, riascolta, riguarda. ciao rodolfo
intendevo "skype", altrimenti pensi che non l'abbia utilizzato nemmeno io. ciao
Sarà, ma se fossi il gestore di questo blog cambierei denominazione perchè di "conversazioni" qui dentro non ne vedo. Vedo un pulpito, come in ogni altro media di massa, visto che chi gestisce questo blog nemmeno si degna di rispondere, (conversare?) con chi non la pensa come lui. se questo è il futuro di internet stiamo freschi... ciao a tutti, Rodolfo
Sarà, ma se fossi il gestore di questo blog cambierei denominazione perchè di "conversazioni" qui dentro non ne vedo. Vedo un pulpito, come in ogni altro media di massa, visto che chi gestisce questo blog nemmeno si degna di rispondere, (conversare?) con chi non la pensa come lui. se questo è il futuro di internet stiamo freschi... ciao a tutti, Rodolfo