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Il boom di Quora

L'articolo per Nova 24 di oggi, non uscito in edicola per sciopero dei giornalisti del Sole 24 Ore.

Tra Natale e Capodanno è esploso Quora, un nuovo servizio che
reinventa il modo di informarsi e diffondere conoscenza online. Attivo
da circa un anno, Quora ha visto un impennata di utenti grazie ad
alcune recensioni positive pubblicate da blog di primo piano -
TechCrunch e Robert Scoble - e rilanciate su Twitter. Dove sta la
novità? Louis Gray sottlinea tra aspetti: tecnologia, community,
rilevanza. Rispetto a Yahoo! Answers, Quora favorisce l’interazione in
ogni domanda pubblicata da un membro della community consentendo di
rispondere, di votare la migliore risposta, di commentare e modificare
qualsiasi contenuto, ringraziando gli utenti per le risposte più
utili.

Come Facebook, Quora richiede di partecipare dichiarando la
propria identità. E’ possibile porre domande in forma anonima, ma
l’utente è incentivato a presentarsi con nome e cognome, per
migliorare il proprio personal branding e dare credibilità alle
proprie risposte, inserendo una minibiografia per ogni tema in cui si
interviene. La rilevanza, contro spam e autopromozione, è incentivata
dall’azione stessa della community, che può affossare le risposte
promozionali e inutili. Una modalità di creare e diffondere conoscenza
condivisa alternativa a Wikipedia - prossima ai 10 anni di attività in
Italia - in cui è possibile seguire i temi e le domande che
interessano, con un follow simile a Twitter. In controtendenza, seppur
in chiave real time, Quora non vincola a risposte brevi, consentendo
quindi discussioni articolate.


La piattaforma, fondata da Adam D’Angelo e Charlie Cheever ex
Facebook, è al momento popolata da un pubblico prevalentemente geek.
In attesa di una internazionalizzazione, su Quora è al momento
possibile porre domande soltanto in lingua inglese, limitando quindi
il potenziale sviluppo, a vantaggio della rilevanza dei contenuti
generati dagli utenti.


Passata l’euforia, Quora sarà chiamata a confrontarsi con una
concorrenza agguerrita, da Facebook Questions a Yahoo! Answers, e
nuovi competitor sul fronte della lotta all’information overload. Con
11 milioni di dollari raccolti dal primo round da Benchmark Capital,
Quora ha benzina per crescere.

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