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Social Media Corner di Luca Conti

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Sostenibilità è una rete

Sustainism. Con questo neologismo Michiel Schwarz e Joost Ellfers
hanno voluto identificare un nuovo movimento culturale destinato a far
parlare di sè nel corso del prossimo anno. Nova 24 ha potuto leggere
in anteprima e in esclusiva il volume “Sustainism is the new
modernism”, manifesto per una nuova era della sostenibilità, previsto
in uscita a febbraio 2011 e ve lo racconta.


Il libro, estramamente originale nel proporre concetti in una forma
grafica integrata al contenuto testuale, vuole segnare l’inizio di una
nuova era in cui sostenibilità, globalizzazione, internet, locale,
cambiamento climatici, open source, democrazia nei media e
ambientalismo confluiscono in un tutt’uno. Sustainism vuole
rappresentare e dare spazio ad una nuova cultura che identifichi il
terzo millennio, seguito ideale di quanto sono stati modernismo e
post-modernismo negli ultimi due secoli. Un ventunesimo secolo che si
è aperto all’insegna di un cambiamento culturale, una rivoluzione dal
basso, in cui la sostenibilità ambientale non è più qualcosa di
accessorio, ma diventa il fulcro centrale nel dibattito culturale,
economico, sociale dell’uomo di oggi.


Appartenere a questo movimento significa unire la dimensione locale a
quella digitale, in una visione di rete e di condivisione che
travalica il social networking così come li intendiamo comunemente. Un
cambiamento del nostro modo di pensare, ma soprattutto nella
percezione che abbiamo della comunità, di come viviamo, lavoriamo,
comunichiamo, quanto del rapporto tra natura, sviluppo e ruolo che
l’uomo svolge in questi contesti. Una esperienza di vita, già
abbracciata in gran parte dalla generazione più giovane, in cui
diversità, tecnologia, trasparenza, digitale, orientamento alla
community, fatto a mano e riciclabile diventano parte del quotidiano.
Ciò che conta non è più la scala, ma l’essere proporzionale.


Sostenibilità concepita come una rete di punti locali connessi tra
loro, che la rendono quindi globale o, meglio, glocale. Una diversità
considerata elemento essenziale del movimento, sia dal punto di vista
biologico, sia culturale.


A seguito di un mondo caratterizzato dalla gerarchia, il modernismo, e
uno frammentato, il post modernismo, sostenismo è un mondo in rete: la
Natura non si controlla, ma diventa un’entità con la quale lavorare
insieme, i cui limiti riconosciuti sono una sfida alla creatività.
Non manca un importante passaggio sul design, inteso come design
responsabile, consapevole dei bisogni della società quanto
dell’ambiente. Uno stile nuovo, in cui le parole d’ordine diventano
interdipendenza, codesign, flusso, semplicità complessa, ciclicità e
riciclabilità.


Sul fronte media Internet, quale tecnologia sociale, è vista come
parte integrante del movimento. La tecnologia non è più qualcosa che
si impone sulla cultura, ma il sostenismo assume al ruolo di
tecno-cultura. Neanche a dirlo, in questo frangente le parole chiave
associate sono interattività, risparmio energetico, versatilità,
apertura, leggerezza e uso minimo di risorse.


L’open source è considerato il sistema operativo culturale del
sostenismo, elevando allo stesso tempo individuo e società. Un mondo
digitale, quello descritto, volto ad includere e a coinvolgere,
soprattutto sul piano degli spazi urbani e dell’architettura, punto di
raccordo tra mondo fisico, persone e informazioni.


Sustainism vuole essere uno stimolo a comprendere dove ci troviamo e a
reimmaginare il nostro futuro, consapevoli che l’era del sostenismo ha
appena avuto inizio.

Sustainism