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Social Media Corner di Luca Conti

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La rete della porta accanto

A seguire il testo della storia di copertina di Nova di oggi, a cura del sottoscritto.

Un ritorno al futuro per l’economia locale, grazie alla dimensione dei
social network in chiave locale e a una nuova ondata del web sociale,
in cui internet mobile è oramai abitudine acquisita da milioni di
italiani. Questo scenario, ricco di opportunità, chiama all’azione pmi
e attività commerciali. In principio, per il commercio e i servizi, il
passaparola e una buona reputazione erano tutto. Una vetrina ben
curata per attrarre la curiosità del passante, un servizio al cliente
rispettoso delle persone, prodotti di buona qualità e il gioco era
fatto. I clienti ne avrebbero portato di nuovi, senza il bisogno di
alcun investimento in pubblicità.


La società di massa cambia le regole, con produzioni di largo consumo,
centri commerciali di ampia superficie e una concorrenza
caratterizzata da costosi investimenti sui giornali e in televisione.
Grazie all’avvento di Internet molti riferimenti del marketing e della
comunicazione vengono ridiscussi, ponendo nuovamente al centro la
persona, dotata di potenti strumenti per esprimere e far circolare la
propria opinione, così da essere ascoltari da milioni di persone. Dai
blog ai social network, l’ultima frontiera dei servizi di
geolocalizzazione offre all’economia locale nuove carte, per giocare
ad armi pari con i colossi della grande distribuzione e del
franchising.


Un negozio, forte di professionalità riconosciute, una base di clienti
felici e un pizzico di creatività nella comunicazione può sfruttare al
meglio questo patrimonio, mettendolo a frutto nel web sociale. Come?
Offrendo ai propri clienti la possibilità di diventare testimonial con
la propria soddisfazione e usando gli strumenti di pubblicazione a
basso costo. Questo è quanto ha reso Boutique Point G, pasticceria di
Montreal esperta nella realizzazione dei macaron, un caso nella
promozione in rete, con un seguito di diverse migliaia di fan, tra
Facebook e Twitter, oltre a un blog ricco di immagini da gustare con
gli occhi. Così Boutique Point G è per la rete la pasticceria numero
uno di Montreal, per visibilità e reputazione, con effetti su
fatturato e fidelizzazione.


Nell’era del web sociale, allargare la base clienti è possibile grazie
a piattaforme in cui farsi scoprire, solleticando l’interesse del
navigatore, intercettando la domanda dove questa si manifesta. Su
questi principi si fonda Needium, dotata di una tecnologia con la
quale sondare Twitter e Facebook a caccia di potenziali clienti, da
indirizzare poi verso le piccole attività abbonate al servizio. Un
tweet in cui si cerca un locale carino dove mangiare piatti tipici
ottiene in tempo reale una risposta che suggerisce il ristorante
giusto, magari con un incentivo. Il tutto è tracciato e rimesso al
ristorante, che può quindi valutare se l’investimento mensile di 100
dollari (canadesi) sia stato o meno produttivo.


Con la stessa logica funziona l’acquisto in gruppo spinto da startup
come Groupon e LivingSocial. La prima, attività in Italia in circa 40
città grazie all’acquisizione di CityDeal, offre a servizi e commercio
locale un bacino di utenti – 33 milioni su base globale – informato
con una newsletter sull’offerta del giorno, da acquistare online
sottoforma di coupon. Un centro estetico può ad esempio offrire un
massaggio ad un prezzo ultrascontato con una offerta limitata, nel
tempo e nel numero di clienti potenziali. Nella logica della
piattaforma, tutti vincono: il navigatore scopre un servizio che non
conosceva e lo prova a condizioni di favore, l’attività commerciale si
promuove su un bacino aggiuntivo a fronte di un investimento limitato
e Groupon incassa il 50% del valore del coupon. Non mancano
controindicazioni, come insegna il caso dell’East Coast Aero Club di
Boston, in cui l’offerta speciale, senza limitazioni, ha generato un
interesse così elevato da mettere in difficoltà l’azienda.


A minor rischio è il lancio di offerte speciali ai passanti attivi sui
social network. Con Foursquare qualunque negozio, bar o centro servizi
può aumentare la frequentazione della propria attività. Registrandosi
come utente business si possono lanciare free drink per il primo
check-in di un nuovo cliente, offrire un bonus esclusivo per il
sindaco (ovvero l’utente più fedele) o invitare all’acquisto con uno
sconto. Tali benefici sono attivi solo per gli utenti dotati di
smartphone che si trovano nei paraggi, rendendo produttivo
l’investimento, perché diretto ad un utente interessato.


Per moltiplicare le porte di ingresso, un profilo su MerchantCircle è
la strada scelta dai titolari di 1,3 milioni di piccole attività negli
USA. Questo social network, in una logica simile a Facebook, ospita i
profili di attività commerciali in cui queste possono mostrare servizi
e prodotti, incentivare il passaparola sui social network e mostrare
la propria professionalità. I contenuti e la competenza espressa sono
tali da aver generato un accordo con Demand Media, per aumentare le
occasioni di esprimere tale patrimonio, al servizio della domanda
inevasa di informazione online.


Non ci sono scuse! Per l’economia locale è il momento di scendere
nell’arena dei social network e far valere quei fattori
differenzianti, in termini di qualità e servizio, fino a ieri
offuscati dalla nebbia della massificazione. Gli strumenti ci sono e
gli utenti sono già milioni. Che abbia inizio la battaglia delle idee
e vinca il migliore.

Commenti

Interessantissimo post, in un momento di confusione (o meglio magma creativo) per quanto mi riguarda è un punto di partenza per successivi approfondimenti. Grazie all'autore.
Interessantissimo post, in un momento di confusione (o meglio magma creativo) per quanto mi riguarda è un punto di partenza per successivi approfondimenti. Grazie all'autore.